Le maggiori potenze coloniali (Olanda, Inghilterra, Corona di Castiglia e Francia), i diversi tipi imbarcazioni usate cosi come scene di battaglia si trovano rappresentate nelle mappe. I diversi paesi sono infatti riconoscibili, grazie ai colori e alle forme riportate sulle diverse bandiere.

Nell’oceano etiopico viene rappresentata una scena di battaglia fra un galeone inglese e uno olandese. Il combattimento è al culmine, a giudicare dal fumo dei cannoni. I galeoni inglesi sono contraddistinti dalla bandiera a croce e quattro quadranti bianchi: tale croce, di colore rosso, è semplicemente disegnata con contorni neri su fondo bianco. La bandiera olandese viene rappresentata con tre strisce orizzontali e affissa all’albero centrale. Le strisce orizzontali posso essere colorate con i colori della bandiera quindi con il rosso o con il blu, oppure lasciate in bianco e nero: in questo caso le due strisce esterne sono scure mentre quella al centro è lasciata bianca.

Al centro, un Leviatan è pronto a colpire un galeone olandese. Il leviatan nella tradizione veterotestamentaria è simbolo primordiale della forza del mare ed è diventato l’archetipo del mostro marino. Le raffigurazioni dei Leviatan hanno caratteristiche tipiche: fauci circondate da denti sporgenti, squame serrate, fuoco che fuoriesce dalla bocca e fumo che esce dalle narici. In questa rappresentazione vediamo il mostro che si sta dirigendo minaccioso verso il galeone. Tutta la potenza del leviatan si concentra nell’onda che sotto il suo pensate corpo sta per colpire il galeone. Il galeone sta tendando una manovra improvvisa a sinistra per evitare l’attacco del Leviatan.

In basso un mostro marino si dirige minacciosamente verso lo scafo destro di un galeone della corona di Castiglia che, cercando di evitarne l’attacco, vira rapidamente verso sinistra inclinandosi. Le dimensioni del mostro sono maggiori di tutti e tre i galeoni che si trovano lì vicino e le forti correnti create dalla furia dei suoi movimenti mettono a repentaglio la stabilità dei due galeoni alla sua sinistra (che appartengono rispettivamente alla corona di Castiglia e alla Compagnia Olandese).

A largo delle coste di Mombasa e poco più a Nord dell’isola di Zanzibar sta avvenendo uno scontro tra un galeone olandese e una galera. Il galeone rappresentato è un galeone classico in uso dal sedicesimo secolo (e che a fine del diciassettesimo verrà soppiantato dai vascelli) con una doppia batteria di cannoni e doppio castello.

L’altra imbarcazione è una piccola galera da combattimento in uso dal quindicesimo secolo. Le galere più grandi avevano due o tre alberi con vela latina (triangolare) e nella rembata si potevano trovare diversi cannoni. La forza delle galere stava nella loro forma snella e lunga mentre il loro limite erano la manovrabilità e la stabilità in caso di cattive condizioni del mare. In questa scena, il galeone fa fuoco sulla piccola galera e il fumo dei cannoni rende la rappresentazione molto realistica.

Sulla terra, poco sotto l’Equatore un mostruoso rettile dal corpo di serpente, il muso da volatile e delle grandi ali da pipistrello rivolge il capo e lo sguardo, con fare minaccioso, a un rettile simile a una lucertola gigante e a tre serpenti, di cui uno parecchio più grande degli altri.

Immagine
L’immagine raffigura una scena di battaglia tra un galeone e una galera al largo della costa africana.

Dettaglio “Battaglia tra galeone e galera” (Nova ex exacta Asiae geographica descriptio)

Autore
Willem Janszoon Blaeu (Alkmaar 1571 – Amsterdam 1638)