La nostra sala bianca è un viaggio attraverso la pluralità dei significati che il mare ha assunto nel tempo - ieri come oggi - nel suo rapporto con l'uomo.
Il globo terrestre incuriosisce l’uomo e stimola il suo interesse riguardo Paesi lontani. Il mondo come oggi lo conosciamo è stato rappresentato nel passato in modi diversi con saperi e conoscenze presenti all’epoca ma in continua evoluzione.
Hic sunt dracones è una locuzione latina che indica un territorio sconosciuto. La possiamo trovare nelle mappe antiche in corrispondenza di quei luoghi non ancora esplorati.
La sala propone una sola opera, unico elemento che costituisce un incredibile, insistente e cruciale punto fisso per l’osservatore. Perché questa sala espone una sola opera?
A volte nella vita bisogna fermarsi un attimo e guardare ciò che ci circonda: l’inquinamento, “l’energia negativa” che ci reca il coronavirus, il pessimismo, il lockdown.
Non esco più di casa ed evito i contatti con tutti. Dobbiamo limitare e giustificare le nostre uscite e i nostri incontri. Può capitare di essere oggettivamente soli, quando intorno non c’è nessun altro.
La sala bianca propone un percorso articolato composto da immagini, video e documenti finalizzato a raffigurare come durante un momento triste o di solitudine in cui ci si sente reclusi, l’unica cosa che può farci sentire più liberi è la nostra me
Questa sala raccoglie alcune suggestioni artistiche di carattere cosmologico. Sono molti i miti di creazione ed i racconti antichi che vedono la sfera terracquea in una posizione di solida sospensione.
In questa sala si propone un viaggio nel tempo alla scoperta dello sviluppo dei principali strumenti utilizzati in passato per osservare e comprendere la volta celeste fino ad arrivare a quelli dei giorni nostri.