Oltre la realtà: nuovi universi da scoprire

Oltre la realtà: nuovi universi da scoprire

L'addestramento di Luca Parmitano a Star City
Si tratta del trailer del celebre Kolossal The Martian in cui Matt Damon interpreta il ruolo di un uomo che si troverà a dover sopravvivere su Marte
Storica diretta RAI: "L'uomo sulla Luna" (1969)
Scena finale del film Passengers del 2016, diretto da Mortem Tyldum
Trailer del film Midnight in Paris diretto da Woody Allen del 2011
Descrizione: 

Questa sala presenta un allestimento che va ad affrontare il tema proposto sotto vari aspetti: dal cinema, passando per la storia dell’arte, ai grandi eventi della Storia - correlati al tema in oggetto - del ventesimo secolo, fino ad arrivare all’architettura contemporanea. Una menzione speciale merita l’ambito letterario che emerge tramite riferimenti audio, primo fra tutti sicuramente la citazione dell’Infinito di Giacomo Leopardi di cui tra l’altro nel 2019 ricorre il bicentenario dalla sua composizione da parte del grande poeta di Recanati. Quindi un anno questo che passerà alla Storia come l’anno dell’Infinito. Inoltre, sempre parlando dell’ambito letterario, si è voluta indagare anche la percezione che l’uomo ha della diversità che incontra sul suo percorso come ad esempio la travolgente reazione che colpisce Nausicaa nel momento in cui vede ed incontra Ulisse che in quell’istante desta stupore, terrore ma anche una profonda curiosità in lei; la vicinanza di uno “straniero” che però a poco a poco cambia volto agli occhi di lei così come la percezione che si ha dell’ “altro da sé” (ecco il perché del riferimento alla celebre scena di E.T. di Spielberg in cui letteralmente Elliott, il bambino protagonista del film, trasporta a bordo di una bici il suo amico extra-terrestre verso una dimensione ultraterrena affinchè lui possa rotirnare a casa).

Il tema dell’infinito si lega spontaneamente all’immagine più emblematica dell’arte di Friedrich che ci conduce in modo immediato nel Romanticismo e di cui ne rappresenta il manifesto. Un viandante solitario domina la cima di un monte, da cui si staglia un panorama infinito immerso nella nebbia. La Natura che si mostra davanti ai suoi occhi imprime un’intensità tale alla scena da renderla quasi irreale, assumendo così i tratti caratteristici di un sentire tormentato prettamente romantico. Quest’ansia di infinito, unita ad una malinconica consapevolezza di restare confinati entro dei limiti richiama i celeberrimi versi di Leopardi, creando quindi forti connessioni nel contesto dell’allestimento della sala.

Il dipinto Morning sun di Edward Hopper rappresenta una donna appena sveglia immersa nella tenue e allo stesso tempo viva luce mattutina colta nel momento in cui osserva il mondo oltre quella finestra spalancata che ha di fronte; quindi la scena esprime quell’ansia e quella tendenza smaniose verso un altrove, un oltre, un al di là dalla solita realtà conosciuta e finita.

Infatti l’ossessione per lo Spazio sta crescendo molto rapidamente e l’Uomo oggi più che mai si ritrova a vivere calato in una realtà terrena che anela e progetta concretamente viaggi in scenari ultraterrestri. Proprio per questo l’immagine della fotografia dei primi istanti di Neil Armstrong sulla Luna in quel mitico giorno del 21 luglio 1969 rappresenta il punto focale dell’allestimento. Così come il manifesto del film che racconta la sua storia (First Man) e che parla di voglia di evasione dalla normalità della vita terrena. Questa corrente spaziale si riflette anche nell’architettura contemporanea come nel caso del Ponte della Pace di Michele de Lucchi che sta ad evocare confini ignoti e lontani e persino nella Sagrada Familia di Antoni Gaudi che in quel suo stile non-finito (sia stilisticamente parlando che per cause di forza maggiore) evoca l’infinito, sino ad arrivare a quella storica come nel caso di Castel del Monte la cui destinazione d’uso risulta oggi ancora ignota ma che sicuramente era legata a qualche concetto che parla di infinito e che trascende i confini terreni. Infine la scelta dell’immagine più rappresentativa nel contesto dell’allestimento della sala è ricaduta  sull’immagine del film muto Voyage dans la lune di Meliès in cui gli elementi ricorrenti nel collage di immagini e temi della sala sono concentrati in un’unica immagine in cui si scorge una Luna personificata che è intenta a guardare in modo deciso in un cannocchiale (anche se potrebbe sembrare anche che il cannocchiale sia conficcato in un occhio) come a voler rompere la quarta dimensione- tanto risulta potente e irriverente il suo gesto (ricollegandosi al concetto di trompe d’oeil della Storia dell’arte in cui si cerca di creare una profondità in un ambiente delimitato da confini per sfondarlo letteralmente verso nuovi orizzonti e traguardi).

 

 

Documenti: 
Fileinfinito_di_leopardi.docx
L'Infinito di Giacomo Leopardi
Fileulisse_e_nausicaa.docx
Si tratta dell'episodio dell'incontro tra Ulisse e Nausicaa tratto dal VI libro dell'Odissea
Bibliografia: 

L’Infinito di Giacomo Leopardi, Canti, prima ediz.1825, Einaudi editore, 2016

Odissea, libro VI, Omero, VI sec A.C.

Alla ricerca del tempo perduto, Marcel Proust, Newton Compton classici, 2009

Il piccolo principe di Antoine De Saint- Exupéry, DeAgostini,  2015

Emilio Salgari, l’Opera Completa, fine XIX – inizi XX secolo

Bruno Vespa, Luna. Cronaca e retroscena delle missioni che hanno cambiato per sempre i sogni dell'uomo, Rai Libri, 2019

Jules Verne,  Il giro del mondo in ottanta giorni, Newton Compton editori, 2010

Autore/i: 
Gianluca Sarnari, Serena Scaramucci